venerdì 3 aprile 2009

Il futurismo di Luigi Gallina

Scrivo di questo artista perchè è stato uno dei pochi ad affrontare il tema del futuro del futurismo.

La produzione di questo poeta e artista, che ha operato a Napoli, è andata in gran parte distrutta o dispersa, ma quanto resta è sufficiente a darci un’idea del suo porsi nel movimento futurista e della sua leadership nel gruppo campano di iniziative, che inizialmente condivide le spinte indipendentiste di A. Marasco e che poi marcia verso un particolare Futurismo da alcuni definito di sinistra.

Ed è proprio la sua voglia di autonomia, la sua insofferenza da ogni forma di «gerarchia» che lo porta alla fondazione del giornale futurista napoletano “Elettroni” Si tratta di un titolo veramente geniale negli anni ’30 per una rivista futurista (in chimica non è il numero degli elettroni che determina la posizione di un elemento nella Tavola Periodica?).

A Napoli egli non solo partecipa al movimento futurista, come è stato già detto, ma in seguito dirigerà anche le organizzazioni sindacali dell’artigianato, collaborando a riviste del settore italiane e straniere.

Le poesie che ci restano della sua produzione (es. «Il caos è inevitabile», dove egli si esprime secondo un processo illogico e per intervalli frastici) e le sue tavole dal titolo “Scomposizione” (linguaggio astratto), 1933-1935, testimoniano chiaramente lo spirito irrequieto e geniale che egli fu.

Luigi Gallina ebbe il gusto per la trasgressione e gli engagements propri delle avanguardie della prima metà del secolo scorso. Egli, come dicevo, sperimentò l’espressione attraverso intervalli frastici e concentrò la sua attenzione sulla scomposizione linguistica, in opposizione all’uso che nella scrittura tradizionale si fa dei grafemi e delle sillabe.

Non si tratta di “calligrammi” alla Apollinaire, che, fra l’altro, non è negabile che siano stati suggeriti al poeta francese dalle marinettiane parole in libertà, ma di una vera e propria distruzione del significante della parola scritta, attraverso una segmentazione e una disposizione non più necessariamente rettilinea orizzontale dei piccoli segmenti ottenuti, generando, a volte, una specie di ideogrammi, altre volte delle suggestive figure note e altre volte ancora delle tavole dal carattere esoterico o ludico, così che ti sembra di assistere ad un ritorno alle origini dell’arte figurativa, cioè a quando essa era trasposizione simbolica e non calco della realtà, ed era quindi, come dice André Leroi-Gourhan, “direttamente collegata al linguaggio”, molto vicina alla scrittura.

Davvero interessante è l’arte di Luigi Gallina, che possedeva evidentemente ‘geni’ tali che gli permettevano di intuire che il tempo –spazio può non essere asimmetrico, cioè che la sua freccia non va in una sola direzione.
I fisici oggi hanno elementi per dimostrare tale possibilità o addirittura che il tempo in verità non esiste. Infatti, ogni segno di Luigi Gallina è come un campo quantico fluttuante in un punto in un universo senza tempo e in uno spazio ad altissima entropia, diremmo quasi vuoto. .

Luigi Gallina, inoltre, ci dice che rispetto al futuro ci troviamo ancora oggi in una situazione di bassa entropia, infatti ancora oggi si hanno accesi fermenti a cui il Futurismo ha dato luogo, fermenti che noi per vari motivi non percepiamo come eventi originatisi dalla stessa matrice del Futurismo ma come slegati da questo. Tutto ciò principalmente per via del fatto che si cerca di rimuovere il Futurismo come fatto storico, per le conseguenze che, sposando la politica, scatenò.

Comunque sia, certo nel segno di Luigi Gallina trovi i caratteri d’una implosione, unico e solo mezzo che può scatenare linguaggi nuovi e un riposizionamento rispetto a ciò che la mente intuisce. Infatti egli credeva, come Majakoskij, che da una mente proiettata verso il futuro può scaturire un presente nuovo.

Il futuro del Futurismo sta quindi in forme di comunicazione alle quali deve corrispondere un nuovo senso del mondo unito alla necessità per l’individuo di comunicare con tutti i popoli della Terra. Questo per Gallina può essere fatto con i segni universali, quegli ideogrammi, quei pittogrammi e quelle sonorità dell’uomo dei primordi della civiltà lontano dagli inquinamenti della superstizione maligna.

(tratto dall'eitoriale diRinaldo Longo)

Davide I.

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